Termina la latitanza di Lavitola. In carcere a Napoli

Dopo circa otto mesi di latitanza in America Latina, Valter Lavitola, di origini lucane, precisamente di Noepoli in provincia di Potenza, ha fatto rientro questa mattina in Italia. Il Boeing 777 dell’Alitalia, con a bordo l’ex direttore dell’Avanti, è atterrato sulla pista dell’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Fiumicino alle 6,41. Poi Lavitola è stato condotto al carcere di Poggio Reale a disposizione dei magistrati partenopei.

 

L’ARRIVO – Volto tirato, trolley blu, zainetto beige e piumino senza maniche, jeans e scarpe da ginnastica, così Lavitola è giunto dopo essere sceso dall’aereo, negli uffici della polizia giudiziaria dove gli sono stati notificati gli atti. L’ex direttore de “L’Avanti” era scortato da un “muro” di uomini della polizia di frontiera. Allo scalo romano, a quanto si e’ appreso, sono presenti funzionari della Digos e della Gdf di Napoli e sono attesi anche i carabinieri di Bari. Su Lavitola c’è una ordinanza di arresto della procura di Bari ed e’ indagato fra l’altro, dalla procura di Napoli per rivelazioni di segreto di ufficio e corruzione nell’ambito dell’indagine P4, per frode fiscale per contributi pubblici per 23 milioni percepiti dal quotidiano l’Avanti, nonchè coinvolto in indagine per corruzione relativa a Finmeccanica. A Roma poi e’ sotto indagine per estorsione con Silvio Berlusconi parte lesa. Quanto all’indagine di Bari, Lavitola e’ accusato di induzione a rendere alla autorita’ giudiziaria dichiarazioni mendaci per aver indotto Tarantini a dire che Berlusconi non sapeva che alle sue feste portava escort. Lavitola era latitante dal 14 luglio scorso.

NUOVA ACCUSA DA PM NAPOLI, CORRUZIONE INTERNAZIONALE – Oltre la notifica dell’ordinanza di custodia cautelare della Procura di Bari per induzione a rendere falsa testimonianza, a Valter Lavitola, arrestato oggi a Roma dopo il suo rientro in Italia in aereo da Buenos Aires, i pm napoletani hanno notificato anche una ordinanza di custodia cautelare per corruzione internazionale in riferimento a presunte tangenti a Panama per l’appalto di costruzioni di carceri. L’ex direttore de “L’Avanti”, inoltre, insieme al senatore Sergio De Gregorio, per il quale e’ stata inoltrata al Senato la richiesta di autorizzazione all’arresto, e’ indagato per truffa e frode fiscale sui finanziamenti pubblici all’editoria.

Related posts

Alessio Coccioli è il nuovo Procuratore della Repubblica di Matera

CL: don Tommaso Latronico una presenza viva nella nostra storia

Bioglio e Francavilla, un gemellaggio decennale