L’Udc Provinciale riparte da Chiaromonte. Vozzi: «il territorio muore»

CHIAROMONTE – Passa per un dibattito pubblico a Chiaromonte l’impegno della nuova fase politica «che attende l’Udc a livello provinciale». Proprio un incontro nel borgo sinnico, con il sindaco Antonio Vozzi e il segretario provinciale dell’Udc, Marina Buoncistiano, è stato utile a fare il punto e ad indicare alcune strade da percorrere. La volontà è quella del rilancio dello scudo crociato, con uno sguardo al panorama nazionale, certo, ma soprattutto puntando all’area Sud della Basilicata, da troppo tempo assente nell’agenda dei politici Regionali e Nazionali. Nella lunga ed articolata discussione sono stati tantissimi i temi affrontati dall’esponente del partito di Pier Ferdinando Casini, tanti e purtroppo vecchi problemi mai affrontati, come i vincoli del Parco che penalizzano un territorio sempre più povero, della fauna senza controllo (in primis cinghiali e cervi) che devastano l’agricoltura, al lavoro che da sempre manca, alla sanità, con l’Ospedale “San Giovanni” ad oggi ancora in “prognosi riservata”.

 

Una lunga lista di problemi, che si possono curare con la programmazione di un reale sviluppo territoriale partendo dall’ottimizzazione delle risorse umane ed economiche disponibili per abbattere il fenomeno dello spopolamento e per un aiuto concreto alle famiglie che vivono un grande momento di sofferenza. Il Segretario Provinciale Udc, non solo ha tracciato le linee d’indirizzo politico con i presenti in sezione, ma ha voluto comunicare a tutti di aver scelto Chiaromonte come uno dei capisaldi di partenza, per costruire un partito radicato sul territorio, muovendo dal presupposto che ci sono uomini e donne che da anni fanno politica anche a costo di enormi sacrifici, unicamente per la passione e per il proprio territorio. «Da anni – interviene il primo cittadino di Chiaromonte – assistiamo a una situazione di stallo che deve far riflettere e che deve dare vita ad una nuova fase politica concreta per la rinascita dei nostri comuni, da troppo tempo “anestetizzati”, da una politica assente, fatta di silenzi fin troppo imbarazzanti e di impegni concreti che tardano ad arrivare. Da anni lo dico e lo ripeto, – spiega Vozzi, – bisogna riprogrammare i proventi delle Royalties dell’acqua e del petrolio, per ridare ossigeno alle casse dei nostri comuni, perché la situazione sta diventando insostenibile. Da qui nasce la volontà dell’Udc, – hanno concordato il Segretario Provinciale ed il Sindaco Vozzi, di attuare in tempi utili e brevi una stagione di dialogo con tutte le altre forze politiche di area moderata, con il mondo dell’associazionismo e sindacale, per unire le forze e gridare a gran voce che bisogna fare qualcosa di “nuovo, diverso e concreto” perché questo territorio lentamente sta morendo». Tra gli altri argomenti trattati è stata fatta anche un’analisi delle ultime elezioni politiche dove è stato evidenziato un forte astensionismo da non sottovalutare. «La politica, – spiega la Buoncristiano, – non deve essere vista come il male assoluto, certamente deve essere fatta con criterio, cominciando dalla scelta di donne e uomini validi, che vivono e puntano alla crescita del territorio e non quella che ultimamente è caratterizzata esclusivamente dalla poltrona o dai privilegi. Proprio per questo, – spiega la neo segretaria – sarà nostro compito coinvolgere più giovani, uomini e donne, uniti da solidi valori cristiani, e da un attaccamento viscerale verso il proprio territorio, perché dovranno essere loro i veri protagonisti, preparandoli ad essere la futura classe dirigente». Nel concludere l’incontro, la Buoncristiano, ha assicurato che ci sarà più dialogo costruttivo con le società civile e l’intera popolazione, per una lettura dei bisogni e conseguenti azioni per il miglioramento della qualità della vita, chiaramente con l’impegno e la passione di tutti verso questo partito e verso le azioni che saranno intraprese per il rilancio serio di una buona politica « riappropriandosi – sottolinea l’esponente Udc – del vero significato della parola stessa».

Lucio Vitale

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