Ormai è una storia che si ripete dal maggio 2010. Il Lago del Pertusillo, in Val d’Agri è inquinato. Inutile che si cercano scusanti, nel dire che è tutta colpa delle alghe “cornute” che ai primi caldi riaffiorano sulle acque ormai non più limpide dello splendido bacino lucano. Ricordiamo che in quel territorio ci sono le piattaforme petrolifiche più grandi d’Europa, e quindi non è difficile capire le cause di tutto ciò; inquinamento batteriologico, con la presenza di metalli pesanti e idrocarburi nelle acque e nei sedimenti.
Risultato questo, che venne dato in seguito ad analisi sui pesci morti e delle acque maleodoranti prelevate dal lago da alcune associazioni ambientaliste. A questo si aggiunge anche una puzza insopportabile, con moria eccessiva di Carpe e Carassi. Una situazione assurda, dove la Regione non prende provvedimenti drastici ed immediati, limitandosi soltanto a qualche prelievo delle acque con l’ausilio dell’ARPAB. Ci auguriamo che almeno questa volta gli esami tossicologici vengano fatti subito e non su pesci già decomposti. E soprattutto, speriamo che oltre ai fattori biologici, vengano ricercati anche eventuali agenti chimici come gli idrocarburi. A questo punto è necessario chiudere anche la gronda del Pertusillo, la traversa che collega l’Agri alla diga di Monte Cotugno a Senise, per evitare che l’inquinamento possa inquinare anche la diga senisese, che fornisce acqua al metapontino e alla Puglia.
Claudio Sole