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SANT’ARCANGELO – Nessuno ci credeva. Il progetto della “Città della Pace” dei bambini in Basilicata”, che come primo modulo d’azione prevede l’accoglienza dei bambini provenienti da zone al centro di conflitti armati con i rispettivi nuclei familiari, è stato guardato da molti con le sole luci dello scetticismo. E invece trascorsi due anni e sei mesi dalla nascita della Fondazione “Città della Pace per i bambini – Basilicata Onlus (per iniziativa della Regione e del Premio Nobel per la pace, Betty Williams), si concretizza. E’ arrivata martedì sera nella “Città della Pace per i bambini in Basilicata”, alle 18 e 15, la prima giovane famiglia di rifugiati (marito e moglie incinta di 8 mesi), provenienti da un’area di guerra, una regione del Niger.
I primi due rifugiati politici, che si trovavano intanto in un campo di accoglienza di Foggia, sono stati accompagnati nel centro valdagrino dal responsabile della Fondazione, Enzo Cursio. Presenti all’evento oltre al Sindaco di Sant’Arcangelo, Domenico Esposito, l’assessore ai Servizi sociali del Comune Rosaria Briamonte e 4 giovani che sono state selezionate e formate (due operatori di accoglienza e un operatore legale) per l’accoglienza e l’assistenza legale dei profughi richiedenti asilo politico. Questi insieme ad altri 4 operatori hanno iniziato un percorso formativo che potrebbe portare alla creazione di un’impresa sociale fatta in maggioranza da donne che si occuperà di fornire i servizi di accoglienza, tutela e integrazione necessari. La giovane famiglia è stata accompagnata dalle autorità nell’abitazione predisposta per loro, sita in vico Pastore, nella parte vecchia del paese, ristrutturata e completa di arredo e concessa in comodato d’uso gratuito. I primi rifugiati iniziano ad arrivare attraverso i canali ufficiali del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) che agisce a livello nazionale. E’ in programma per metà febbraio, l’arrivo di una seconda famiglia proveniente dal Medio Oriente (marito, moglie e tre bambini), per un totale di 8 ospiti. Quindi è previsto un progressivo ampliamento fino ad accogliere 30 persone nel Polo di Sant’Arcangelo. «In Basilicata – ha dichiarato Betty Williams – ha avuto origine un movimento per costruire un nuovo paradigma di pace per i bambini del mondo, un luogo di amore e speranza dove i piccoli possano crescere ed avere consapevolezza dei loro diritti in quanto esseri umani». «Un progetto divenuto realtà – ha affermato il Presidente De Filippo – grazie al supporto concreto dell’Amministrazione regionale e dei Comuni di Scanzano Jonico e di Sant’Arcangelo». «Le abitazioni destinate all’accoglienza – ha spiegato Domenico Esposito – sono tutte ubicate nell’abitato storico, in un contesto che, sia per la dotazione di servizi ed attrezzature, sia per la conformazione urbana ricca di spazi di vicinato, risulta perfettamente adeguato agli obiettivi del modello di accoglienza previsto e, in particolare, all’inserimento dei bambini e delle famiglie nel tessuto sociale locale». Bisognerà solo attendere l’arrivo delle altre famiglie a Sant’Arcangelo, mentre entro la fine dell’anno sarà pronto l’altro polo di accoglienza di Scanzano Jonico, già in costruzione nei pressi dell’ex sito destinato al deposito di scorie nucleari, che prevede un auditorium, una biblioteca, aule per la formazione ed appartamenti per ampliare, qualificare e diversificare l’accoglienza.
Valeria Gennaro