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In merito alla variante al progetto inerente l’impianto ICFP (solidificazione del prodotto finito e capannone deposito di stoccaggio) presentata dalla Sogin, che prevede di realizzare i due corpi (impianto ICFP e capannone deposito per le scorie) in due corpi separati e distinti rispetto al primo progetto che prevedeva un corpo unico e la bonifica della fossa 7.1 (ex fossa irreversile), sale la polemica tra No-Scorie e la Regione Basilicata. Secondo la Sogin, fa rilevare No-Scorie, questa modifica avrebbe lo scopo di non far slittare eccessivamente i lavori dell’impianto e garantire nel minor tempo possibile la maggior sicurezza nucleare del sito.
“Ancora una volta – fa rilevare però il movimento ambientalista
in una nota- su una materia così delicata come il nucleare la regione Basilicata (molto attiva con il Dipartimento ambiente nel rilasciare autorizzazioni alle trivellazioni petrolifere) non assolve la sua funzione d’informazione e trasparenza nei confronti dei Comuni, enti e popolazioni. È ormai da circa un anno e mezzo che non è più convocato il ‘Tavolo della trasparenza regionale’ sulle attività e i progetti all’interno dell’Itrec (Tavolo regolarmente convocato nelle altre regioni nuclearizzate, dove nel caso del Lazio e Campania è diventato addirittura interregionale).” Per questo No-Scorie chiede ai sindaci di Nova Siri, Rotondella e al futuro sindaco di Policoro “di istituire un tavolo tecnico permanente sulle attività di decommissioning dell’Itrec cui possano partecipare i cittadini e anche gli altri sindaci del territorio, dove invitare la stessa Sogin, e avvalendosi di tecnici di fiducia. Un tavolo che regolarmente si riunisca per fare trasparenza e contribuire nella sicurezza e tutela del territorio”.
A stretto giro non si fa attendere la risposta del Dipartimento regionale dell’Ambiente che, in un comunicato, chiarisce che “il procedimento di valutazione della variante progettuale proposta da Sogin per l’impianto Icfp – Itrec di Rotondella è svolto dal Ministero dell’Ambiente che ha la responsabilità giuridica di assicurare le forme di partecipazione pubblica previste dalle normative vigenti” e che “dall’istruttoria su tale progetto, svolta dal Dipartimento regionale all’Ambiente, è emerso che la variante non comporta significative modifiche impiantistiche che possano riguardare le fasi operative di trattamento di materiali contaminati o di combustibile nucleare, né altri aspetti per i quali proporre eventuali osservazioni.”
“Per quanto concerne l’attenzione dedicata dalla Regione al nucleare e al sito Itrec – continua la nota del Dipartimento Ambiente – a supporto del Tavolo della Trasparenza è stata istituita la Cabina di Regia politico-tecnica per il controllo delle attività di decommissioning. Tale organismo, guidato dall’Assessore all’Ambiente, è composto dai soggetti politici rappresentanti dell’ambito territoriale interessato e dai soggetti tecnici aventi specifiche competenze tecnico-amministrative di settore unitamente al rappresentante qualificato del soggetto attuatore degli interventi. Attualmente è in corso la valutazione tecnica del progetto proposto da Sogin per l’istanza di disattivazione globale dell’impianto Itrec, il cui procedimento fa sempre capo al Ministero per lo Sviluppo Economico. Per tale evenienza la Regione Basilicata si è dotata di un gruppo tecnico di consulenza di elevato profilo professionale che fornirà una informativa al Tavolo della Trasparenza al termine dell’attività istruttoria in corso.”