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Si è svolta nella sala riunioni del dipartimento Agricoltura, una conferenza stampa convocata dall’assessore all’Agricoltura Rosa Mastrosimone, per presentare gli strumenti per l’accesso al credito che saranno presto a disposizione degli imprenditori agricoli lucani. Presenti all’incontro con i giornalisti, oltre all’esponente della Giunta regionale, il presidente Ismea Arturo Semerari, il coordinatore Sgfa/Ismea Gerardo Di Pietro, il segretario della Commissione Regionale Abi Valter Laurenzana e il dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, Andrea Freschi. L’Assessore Rosa Mastrosimone ha posto al centro degli obiettivi del Dipartimento l’accesso al credito delle imprese agricole. Con Ismea, a cui è stato attribuito un ruolo importante nel campo delle misure finanziarie a sostegno delle imprese operanti nel settore primario, e con l’Abi (l’Associazione bancaria italiana), la Regione sta operando per mettere a disposizione delle aziende agricole un pacchetto di strumenti finanziari accessibili e immediatamente fruibili. Uno di questi è il Fondo di garanzia, già operativo.
«Si tratta di rilanciarlo e di intervenire per migliorarne l’efficacia – ha detto l’esponente della Giunta Regionale – limitarne i punti di criticità e incrementare la capacità d’investimento delle imprese». Sedici milioni di euro a valere sul Psr, è la cifra messa a disposizione della Regione nel Fondo per gli investimenti previsti dal Psr, con garanzie Ismea. Una leva finanziaria importante. «La Regione – ha aggiunto Mastrosimone – sta lavorando per rendere presto disponibili il Fondo credito e la Lettera di garanzia. Il primo strumento consente al mondo agricolo di accedere ai finanziamenti erogati dalle banche, ottenendo un mutuo agevolato. La Lettera di garanzia permette alle imprese di certificare il proprio merito creditizio nei confronti della banca. Stiamo cercando di cogliere le opportunità del Piano di sviluppo rurale e di facilitare le relazioni tra banche e imprese. Uno dei punti critici del sistema – ha poi proseguito l’assessore regionale – è rappresentato dall’accesso al credito, non sempre agevole per le imprese agricole. Indispensabile è il confronto con gli operatori del mondo del credito e con il mondo agricolo, per condurre ad un’analisi approfondita e per mettere a disposizione strumenti accessibili. E’ già in atto un processo d’esame del Fondo di garanzia, che se ben utilizzato, può aiutare gli imprenditori ad effettuare gli investimenti nelle loro aziende. Così come possono essere efficaci il Fondo credito e la Lettera di garanzia. Adottare questo pacchetto di misure è di fondamentale importanza non solo per sostenere le aziende in questo momento di gravi difficoltà economiche, dando loro respiro e solvibilità, ma soprattutto per incentivare l’innovazione e far crescere l’agricoltura». Ha preso la parola anche il presidente dell’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare, Arturo Semerari. Il presidente Ismea ha rilevato ciò che è emerso negli incontri avvenuti ieri mattina con le banche e con le parti agricole che fanno parte del tavolo verde: un grande interesse verso questi strumenti ma anche una difficoltà di conoscenza. «Non è un problema di risorse – ha chiosato Semerari – ma di conoscenza. Banche e agricoltori dovranno fare ognuno la propria parte». A seguire alcune domande delle giornaliste, la cui attenzione è stata rivolta soprattutto alla G- card (Lettera di garanzia) e ai punti di criticità del Fondo di garanzia. «La lettera di garanzia – ha precisato l’Assessore Mastrosimone – consentirà alle imprese agricole di ottenere, prima di presentare una richiesta alla banca finanziatrice, il proprio merito creditizio, calcolato ai fini di una garanzia a prima richiesta (o diretta) rilasciata dall’Ismea. Si tratta di una garanzia importante per una migliore possibilità d’accesso al credito, ad un prezzo più basso, e per consentire esito favorevole della domanda di credito». Sulle “criticità” del Fondo di garanzia è stato invece evidenziato soprattutto un problema di mancanza di conoscenza. «C’è stata – ha affermato il presidente Ismea – una scarsa conoscenza da parte di mondo bancario e agricolo. Questi strumenti dovranno essere capaci di ricreare le condizioni di dialogo».
Valeria Gennaro