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Iannibelli: rifare il bando. Viceconti: ferisce sentire che l’emancipazione è sospesa
Spazio pubblicitario disponibile--:--ContattaciIl Tar di Basilicata, l’organo amministrativo regionale, blocca l’operatività della commissione regionale di pari opportunità (CRPO).La decisione numero 352/2020 del 25 maggio 20020, dispone l’annullamento del decreto di nomina di quattro delle ventuno componenti: Giuseppina Anna Selvaggi, dell’associazione Senior Italia Federanziani, Eugenia Rosaria Lucia Lasorella, dell’associazione International Inner Wheel-Club di Potenza, Romina Giordano, dell’associazione Amici del Cuore di Potenza, Antonella Viceconti dell’associazione Cif, centro italiano femminile, Presidente provinciale di Potenza. La sentenza del Tar, a questo punto, permetterebbe la sostituzioni con altre commissarie, tra le quali appunto Morena Rapolla, ricorrente al Tar (insieme all’Arci) esclusa dalla composizione dell’organismo decisa dall’assemblea regionale il 20 ottobre 2019. La circostanza ha fatto registrare la notifica di una lettera aperta alla Commissione Pari Opportunità e alla società civile, da parte dell’avvocato Concetta Iannibelli, componente della commissione, in cui,pur non condividendo le ragioni e le motivazioni addotte in sentenza, dichiara: “l’unica modalità per restituire alla società un reale esempio di buona azione sia quella di rimettere le cariche Istituzionali e di consegnare al presidente Cicala la possibilità di riformulare le nomine”.
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Raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione, l’avvocato Iannibelli ha voluto precisare: “se le nomine sono inficiate,da quanto abbiamo letto in sentenza, allora dovremmo azzerare tutto, ripartire dallo start”. Le commissarie dichiarate illegittime non ci stanno.Una situazione confusa fa pensare ad un’emancipazione che in Basilicata può attendere.“Questo è grave – precisa Antonella Viceconti – raggiunta telefonicamente dalla nostra redazione – abbiamo appena celebrato lo scorso 2 giugno, la nascita della Repubblica e il diritto al voto alle donne; ascoltare che l’emancipazione femminile in Basilicata può attendere ferisce profondamente e sminuisce il lavoro svolto in questi anni per la conquista della parità ed il cambiamento culturale necessario ad affermare una democrazia paritaria. Personalmente, in prima persona, ho lavorato e sostenuto nella commissione istituzionale la legge sulla doppia preferenza di genere che ha portato finalmente delle donne in consiglio regionale (Merra e Sileo)” Il provvedimento dell’organo amministrativo pur riconoscendo la competenza, precisa l’assenza di rappresentatività ed operatività a livello regionale nel valorizzare il ruolo delle donne. Una motivazione labile o un’indicazione che si presta ad ulteriori ricorsi?
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“La rappresentatività di ognuno di noi – sottolinea Antonella Viceconti -impegnata nell’associazionismo femminile non è soltanto una mera e semplice espressione numerica, ma un criterio che valuta l’impegno profuso per la conquista di diritti fondamentali per l’emancipazione femminile. Non ci siamo costituite nel giudizio in qualità di contro interessate, perché ritenevamo che spettasse alla Regione Basilicata, quale organo deliberante, difendere le nomine delle commissarie e i criteri adottati alla base della scelta. Concetta Iannibelli, componente della commissione regionale di pari opportunità, sostiene che a questo punto bisognerebbe rimettere le cariche e procedere ad un nuovo bando da parte della regione Basilicata.È una idea giusta o ci strumentalizzazioni in atto? “Non è mio compito sindacare – conclude Antonella Viceconti – sull’iter amministrativo della Regione, perché questa valutazione spetta agli uffici preposti. Dal mio canto posso dirle semplicemente che le sentenze si rispettano”.